SMAU Padova 2019: SEO&Journalism con Giulia Bezzi e Salvatore Russo

SMAU Padova: SEO&Journalism con Giulia e Salvatore

Allo Smau Padova 2019, ho partecipato all’intervento SEO&Journalism con Giulia Bezzi e Salvatore Russo per parlare di strategie di comunicazione per aumentare la visibilità dei propri contenuti, con focus sul mondo del giornalismo.

Per SEO & Journalism, i due relatori non si sono risparmiati nel dare consigli. Dedicato a giornalisti, freelance e blogger, il workshop puntava ad arricchire le proprie competenze sui contenuti online e la loro visibilità nei motori di ricerca.

Continua a leggere e scoprirai in che modo:
· funziona Google e perché ti serve saperlo;
· scrivere contenuti online di qualità;
· cosa mostra Google nella pagina di ricerca e come far sì che gli utenti clicchino i nostri risultati;
· le fake news sono da riconoscere ed evitare e il Brand Journalism sia un argomento su cui puntare se sei un giornalista.

SEO&Journalism: come funziona Google e perché è importante saperlo

L’intervento SEO&Journalism parte da una verità: sul motore di ricerca più amato è il pubblico che cerca la notizia. Sapere come funziona Google è, quindi, fondamentale per sfruttare le sue potenzialità, ricevere maggiore visibilità e produrre contenuti di qualità.

Gli italiani adorano Google, i numeri parlano chiaro. La percentuale di utilizzo del 2018 supera il 94%. Ma come funziona?
Il motore di ricerca si occupa di:
· Scansionare: i crawler analizzano le pagine presenti sul web come farebbe un utente. Il tempo che dedicano a ciascuna pagina dipende dalla velocità di caricamento dei contenuti, da quanti contenuti al giorno pubblichi e dalla loro qualità.

  • Indicizzare: dopo aver scoperto una pagina, il motore di ricerca ne analizza il testo, cataloga immagini e video incorporati, prende nota delle parole chiave presenti per capire l’argomento trattato e la sua qualità. Queste informazioni vengono memorizzate nell’indice di Google.
  • Posizionare: quando un utente formula una query, Google cerca nel suo indice la risposta più pertinente considerando vari fattori come ad esempio l’area geografica, la lingua e il dispositivo usato.
    Dopo averti spiegato come funziona, sarai curioso di sapere cosa devi per fare per scalare le SERP.

Come essere primi su Google te lo spiegano Giulia e Salvatore:
1. Struttura i contenuti del tuo sito in modo tale da facilitare la navigazione degli utenti e la scansione da parte di Google.

  1. Assicurati che il tuo sito responsive (adattabile a tutti i dispositivi) funzioni come dovrebbe. Siamo nell’era del mobile first index, ciò significa che Google considera le versione mobile del sito come quella principale su cui eseguire la scansione. Quindi? Il tuo sito responsive deve essere facilmente usabile, con contenuti semplici e veloci.
  2. Scegli le keyword per i tuoi articoli intercettando gli intenti di ricerca degli utenti.
  3. Crea contenuti di qualità: “un contenuto è di valore se corrisponde perfettamente alle esigenze informative degli utenti” (cit. Salvatore Russo). Soddisfare i suoi bisogni ti permette di instaurare un rapporto di fiducia con il lettore. Costruire link efficaci e individuare le keyword di tendenza è fondamentale per raggiungere questo fine.
  4. Cura i link. I collegamenti esterni ti permettono di essere affidabile, credibile e autorevole agli occhi di Google se provengono da siti di qualità. I link interni permettono di approfondire la lettura del tuo sito e di posizionare contenuti meno visibili.
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Come scrivere per il web: SEO e contenuti di qualità

Come scrivere per il web è una domanda che si fanno in molti. Perché? Rispetto alla carta, per creare contenuti di qualità online ti è richiesta una competenza in più: devi essere in grado di ottimizzare i testi per i motori di ricerca.
Tranquillo, è la tua giornata fortunata, sono qui proprio per questo. Dopo averti spiegato come funziona Google, è il momento di scoprire come strutturare i contenuti web. Attraverso alcune tecniche riuscirai a rendere il tuo sito appetibile agli occhi degli spider del motore di ricerca.

Sei curioso di sapere come fare? Ti riporto ciò che i due relatori hanno spiegato durante l’intervento.
Google è ormai esperto nel mettere in relazione cose, persone e fatti. Ogni volta che l’utente effettua una ricerca, tenta, quindi, di fornire i risultati più pertinenti e coerenti tenendo in considerazione interessi e relazioni create online con le ricerche precedenti. Per soddisfare i desideri dei tuoi lettori, devi intercettare gli argomenti di maggiore interesse e inserire nei tuoi articoli le parole di ricerca.

Una volta che hai individuato la parola chiave che definisce l’argomento (campo semantico) sai su cosa scrivere. La parola che scegli si chiama focus keyword. Per scovare lei e le sue correlate, immancabili nel testo che redigerai, puoi usare Google Trends, Google Ads, Ubersuggest e AnswerThePublic.

Dopo aver spiegato come trovare la focus keyword, è stato il momento dell’approfondimento sui diversi tipi di contenuto che possono essere scritti per un progetto editoriale online. Il giusto mix, secondo Salvatore Russo e Giulia Bezzi, ben descritto anche in “SEO&Journalism” Ed. Hoepli è composto da news, pillar article e contenuto cluster.

La notizia fresca dell’ultima ora (news) ti offre un grande vantaggio: potresti essere il primo a scrivere di quel determinato fatto. Hai maggiori possibilità di finire su Google News e godere della massima visibilità per qualche ora. È consigliabile non superi le 450 parole e sarebbe opportuno pubblicarne almeno 4/5 al giorno per mantenere viva la tua visibilità.

Attenzione: gli autori ci hanno anche fornito delle regole di scrittura preoccupandosi di sottolineare che non è Google a dare queste informazioni, l’esperienza e la lettura di altri importanti esponenti del settore gli hanno permesso di esprimersi in tal senso e semplificare la vita a chi scrive.

Il pillar article è il pilastro del sito, è un contenuto che rimane costante nel tempo, al quale si collegano contenuti cluster tramite link interni. Viene suggerito di scrivere il pillar article “dalle 900 parole finché non si stancano le dita”.

Il cluster è l’approfondimento all’articolo generale, è un’analisi dettagliata di un determinato argomento. Il cluster va dalle 800 parole in su e viene pubblicato dopo la nascita del tuo pillar article.

Cosa appare nella SERP di Google e come entrare in Google News

Nella SERP Google mostra i risultati più pertinenti rispetto alla query di ricerca. Il singolo risultato prende il nome di snippet ed è composto da:
· tag title
· URL
· metadescription

Il tag title è la prima riga che salta all’occhio nei singoli snippet. Il titolo non deve superare i 64 caratteri ed essere composto da 7/8 parole. Per formularlo segui questa semplice regola: utilizza la query che caratterizza l’argomento della tua pagina. Siccome Google decide se mostrare il tuo tag title o meno, impegnati e non avrai brutte sorprese.

La metadescrizione, presente sotto il tag title, è una sorta di abstract che riassume il contenuto della pagina. Come dovresti costruirla? Cerca di stare nei 160 caratteri e posiziona la focus keyword il più a sinistra possibile. La metadescrizione contribuisce indirettamente al posizionamento organico. Per scriverla al meglio, Giulia e Salvatore ti consigliano di usare la forma attiva in modo da risultare scorrevole. Usa, se possibile, un pizzico di ironia e inserisci le keyword per le quali vuoi posizionarti. Ultimo suggerimento: inserisci una call to action per essere più coinvolgente.

Se adotterai queste semplici strategie puoi star certo che la visibilità del tuo sito aumenterà. Ma non è tutto. Siccome parliamo di Seo&Journalism e, dato che ti permette di aumentare le visite al tuo sito, ho deciso di spiegarti anche come entrare in Google News, questo perché nella SERP ha una posizione privilegiatissima.

Si tratta di un servizio offerto da Mountain View che aggrega le notizie di fonti principali che affrontano un argomento di interesse per gli utenti. Se il tuo sito accede a questo servizio, le tue notizie appaiono in alto, prima di qualsiasi altro risultato.

Ovviamente, per entrare in Google News, devi soddisfare alcuni requisiti:
· avere un sito con una sezione news o che si occupi solo di news;
· pubblicare notizie fresche di giornata;
· possedere pochi banner pubblicitari all’interno delle notizie.

Se il tuo sito presenta queste caratteristiche ti spiego come richiedere l’inserimento del tuo sito:
· registrati a Producer (strumento di Google che permette agli editori di concedere la licenza dei loro contenuti);
· fai richiesta di inclusione del sito al Centro Editori di Google News;
· spera che Google includa le tue news.

Come difendersi dalle fake news

La fake news è una notizia falsa con informazioni inventate, ingannevoli e distorte creata per scopi diversi. Durante lo speech “SEO&Journalism” Giulia e Salvatore spiegano come difendersi dalle fake news:
1. affidati al tuo cervello e razionalizza ciò che stai leggendo;
2. controlla l’URL del sito o il nome della pagina Facebook;
3. verifica l’autorevolezza dell’autore e i link presenti;
4. controlla la data di pubblicazione;
5. cerca la stessa notizia su altre fonti.

Per smascherare foto e video fake puoi usare alcuni tool. Google Image Search ti aiuta a scoprire la fonte originale di un’immagine, la data approssimativa di pubblicazione e se altri siti stanno usando la stessa foto. Youtube Dataviewer ti permette, invece, di controllare la URL di un video pubblicato.

Verificare le notizie è un lavoro lungo e complicato. Esistono alcuni siti di fact checking come ad esempio Il Disinformatico e Bufale.net, mentre a livello internazionale ti consiglio Storyful e Draft News.

Ti starai chiedendo perché è importante stare lontani dalle fake news e cosa c’entrano con la SEO. Nell’ultimo aggiornamento alle linee guida dei quality rater, Google è stato chiaro: saranno cacciati dalla SERP siti di notizie false, che incitano all’odio e diffondono contenuti scientifici dubbi.

Impegnati, quindi, affinché il tuo sito sia autorevole e affidabile agli occhi del motore di ricerca.

SEO e Brand journalism

L’intervento si è chiuso con una riflessione su SEO e Brand journalism, giornalismo d’impresa che si occupa della comunicazione che ruota intorno al marchio. Il suo scopo è dare una rappresentazione autentica della personalità e della mission del brand e spiegare perché dovrebbe essere la scelta del cliente.

Da professionista hai il dovere di creare contenuti utili per il lettore, rilevanti perché ricchi di informazioni e autorevoli, ossia verificati e affidabili. Per fare questo devi avere chiaro un concetto: il contenuto è il prodotto. Il sito aziendale deve, quindi, essere ricco di informazioni interessanti e affidabili. Il brand è fatto di persone, concentrati sull’instaurare un rapporto di fiducia. Ti dirò di più. Il brand journalism può difenderti dalla fake news e da attacchi reputazionali. Nel libro SEO&Journalism troverai esempi di realtà che hanno usato questa strategia.

A questo punto ti interesserà comprendere cosa fare per essere un brand journalist, che in italiano potremmo definire giornalista di marca.
Oltre alle fondamentali competenze giornalistiche, dovresti:
· avere una visione d’insieme della strategia di marketing dell’azienda dove lavora;
· utilizzare strumenti digitali;
· sapere come scrivere per il web;
· conoscere la rete.

Lavorare in questo modo potrà portarti solo vantaggi.
In un’ora di intervento Giulia e Salvatore hanno fornito una visione generale sul mondo della SEO e dei contenuti online. Io ho pensato di riportare alcune delle tecniche di ottimizzazione utilissime per il tuo sito. Se vuoi saperne di più corri a comprare il libro, SEO & Journalism è ricchissimo di contenuti utili spiegati in maniera chiara. Il linguaggio è semplice e diretto, troverai pochissimi tecnicismi e, alla fine del manuale potrai consultare un glossario sui termini del web.
Giulia e Salvatore hanno pensato proprio a tutto!